Salta al contenuto principale

Le Soste - Parte 3

Cosa fare se si arriva alla fine di una via e si trova una sosta che non ci rassicura? La cosa migliore, se si è principianti, è cercare di informarsi bene sullo stato delle protezioni delle vie prima di salirle, in modo da evitare di trovarsi in queste spiacevoli situazioni

Qualche suggerimento di Gianluca Di Benedetto, che potrebbe essere utile se per sbaglio vi doveste trovare nei pasticci in cima alla via. Un articolo dedicato ai principianti.

Parte 5 / 6
Soste pericolose
Fig.1) Sosta da incubo Fig.2) Sosta uniformemente corrosa
Fig.3) Sosta lesionata da caduta massi
Fig.4) Sosta corrosa con un fix in buono stato
Gianluca Di Benedetto

Se in fase di calata ci sono dei fattori che ci fanno temere per la sicurezza (la sosta è un informe ammasso di ruggine, Figg. 1, 2), possiamo procedere come segue:

Nel caso in cui gli ancoraggi siano in buone condizioni (Fig. 4) e il problema riguardi la connessione tra gli stessi (catena arrugginita o cordone ormai troppo vecchio o logoro) o piuttosto l’elemento su cui si effettui la calata (moschettone da ferramenta, maglia rapida da ferramenta o moschettone di materiale non idoneo o usurato, es. Fig. 3) è possibile tentare un rinforzo della sosta.

Sono possibili varie soluzioni, dipendenti principalmente dal materiale che si ha a disposizione:

Soste usurate
Fig.5) Sosta "da lascio"
Fig.6) Un solo fix buono: è possibile rinforzare
Gianluca Di Benedetto

Sostituzione dell’elemento su cui si effettua la calata Fig. 6

Se abbiamo di fronte un moschettone corroso, di materiale non idoneo o usurato  (stessa  cosa dicasi per la maglia rapida ) possiamo sostituirlo con una maglia rapida certificata (scelta sicuramente più economica), ghiera o rinvio (in questo caso meglio utilizzare i moschettoni contrapposti a patto che lavorino bene sulla roccia)

Creazione di una “sosta fissa da abbandono” Fig. 5

Nel caso in cui gli ancoraggi siano in buone condizioni e sia compromesso il collegamento tra ancoraggi (catena ossidata o corrosa o cordone marcio). Questa opzione richiede un cordino in kevlar o cordone e una maglia rapida.

Altre strategie

In caso di sosta compromessa o pericolosa per la quale un eventuale rinforzo non sia sufficiente a garantire un livello di sicurezza accettabile (ad esempio: sosta che ha subito una caduta di sassi o sosta con ancoraggi completamente corrosi) si possono comunque tentare delle strategie: dopo un eventuale rinforzo della sosta e predisposizione della calata con maglia rapida realizzare con apposito cordino (possibilmente in kevlar) un nodo autobloccante Machard (Fig. 7) sul ramo che va all’assicuratore, stringendo il nodo durante la calata per consentirne lo scorrimento. In caso di cedimento della sosta il Machard accorcerà la lunghezza dell’eventuale volo all’ancoraggio più vicino (una sorta di “volo da primo”), eccezion fatta per il primo ancoraggio della via e a patto che i restanti ancoraggi risultino almeno in parte affidabili.

 

Nodo machard
Fig.7) Nodo Machard sul ramo che va all'assicuratore
Gianluca Di Benedetto

Nel caso in cui non si abbia a disposizione un cordino potrebbe essere utile sacrificare un rinvio da lasciare sull’ultimo ancoraggio prima della sosta (se affidabile).

Se anche i restanti ancoraggi della via fossero di dubbia tenuta potrebbe risultare conveniente sacrificare altro materiale per avere salva la pelle ma a questo punto sorgerebbero anche inquietanti domande sul perché la scelta sia ricaduta su una via così pericolosa…

Qualche conclusione

Da quanto detto risultano evidenti l’importanza di guide aggiornate, che riportino correttamente informazioni sullo stato delle protezioni delle vie e la necessità di avere sempre con sé materiale per una calata d’emergenza come cordini, maglie rapide e ghiere, utili in molte circostanze.

Parte 5 / 6

Commenta

Testo semplice

  • Nessun tag HTML consentito.
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.
  • Indirizzi web ed indirizzi e-mail diventano automaticamente dei link.