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Sperlonga - La parete del Chiromante

La parete di Sperlonga (Monte Vannellamare) che ha visto nascere l'arrampicata sportiva del centro Italia, deve il suo nome al mitico Guido, il "mozzarellaro" gestore del locale che è diventato il punto di riferimento dei climbers che frequentano le pareti di Monte Vannellamare e Moneta e delle altre falesie nei dintorni. Fin dall'inizio della frequentazione sistematica di queste pareti (primi anni '80) Guido ha accolto con affetto la banda di ragazzi stravaganti che hanno aperto la strada all'arrampicata moderna. Guido era noto anche come Il Chiromante di Sant'Agostino, La spiaggia sotto Monte Vannellammare infatti è nota come la piana di Sant'Agostino, e Guido sosteneva di essere in grado di prevedere "al 100%" il sesso di un nascituro prima del concepimento, così era scritto sul suo biglietto da visita! E molte coppie si rivolgevano a lui per scoprire in quale momento dovevano compiere l'atto del concepimento per avere un figlio o una figlia, o addirittura una coppia di gemelli.

Adesso "Da Guido" è degnamente gestito dal figlio Bruno e famiglia che continuano la tradizionale accoglienza al popolo dei climbers.

Parete del Chiromante
Parete del Chiromante
Foto Luigi Filocamo

Negli anni '80 e '90 sono state tracciate su questa parete molte delle vie di riferimento per chi si voleva cimentare ai massimi livelli di quel tempo, dopo le grandi classiche (multipitch) come lo Spigolo di Ferrante e soprattutto Picchiami sulle bolle, sono nate le prime vie di placca, e soprattutto i primi itinerari attrezzati dall'alto con uso sistematico, anche se abbastanza limitato, di spit. Nascono così Flippaut, Kajagogo, Serena alienazione, Vermi in fuga, Blues per Allah ed Elisir, Gargarismo, Inspector Clouseau...

Kajagogo
Maurizio Oviglia sul passo chiave di Kajagogo
Foto Luigi Filocamo

Sono Andrea Di Bari e Stefano Finocchi gli indiscutibili protagonisti di quel periodo, anche se molti altri grandi e grandissimi protagonisti dell'arrampicata hanno contribuito con le loro imprese a rendere mitiche queste pareti, tra i tanti Alessandro "Jolly" Lamberti, Paolo Caruso, Giovanni Bassanini i fratelli Delisi e i fratelli Barberi, Luca Bevilacqua, Furio Pennisi e tanti "stranieri" di passaggio come Andrea GalloMaurizio Zanolla (Manolo), e successivamente Patrick Berhault, Marco Bernardi, Jim Bridwell e tanti altri.

Occhio Pinocchio
Primo tiro di Occhio Pinocchio
Foto Bruno Moretti

Ma se Sperlonga è a tutt'oggi una delle falesie più frequentate e apprezzate del centro Italia lo si deve indiscutibilmente a Bruno Vitale, che ha frequentato queste pareti fin dall'inizio della loro chiodatura, contribuendo all'apertura di numerosissimi itinerari anche con l'ottica di offrire pure ai meno forti la possibilità di godere della bellezza di queste rocce, ma soprattutto occupandosi in prima persona della manutenzione costante e della richiodatura con materiali adeguati, coadiuvato da pochi volenterosi, cercando di sensibilizzare soprattutto le nuove generazioni nei confronti di questo importante aspetto dell'arrampicata. 

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