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Pubblicato oggi il primo libro di Sergio Brun: Volevo fare l'alpinista

Esce oggi dalla tipografia il primo libro di Sergio Brun, Volevo fare l'alpinista, edito da Daidalea, cioè da noi, in tiratura limitata.

26 racconti, corredati da una sessantina di foto. Buona lettura a tutti!

Sergio Brun ha pubblicato il suo primo libro: Volevo fare l'alpinista
La copertina del primo libro di Sergio Brun,
pubblicato oggi da Daidalea

Il primo libro di Sergio Brun, Volevo fare l'alpinista, è uscito oggi da una tipografia di Foligno, edito da Daidalea, in tiratura limitata.

Si tratta di 26 racconti, corredati da una sessantina di foto.

Di questi racconti 20 sono autobiografici, e gli altri sono di pura fantasia. I racconti inventati sono facilmente distinguibili, sia per il contesto, sia perchè privi di riferimenti precisi come date, luoghi, nomi, prestazioni.

Le storie di Sergio non sono in un ordine cronologico preciso. Sono una successione di spaccati di vita (sia dell'autore che della sua città, Foligno), ognuno focalizzato su uno specifico argomento.

Il tono è il solito tono medio di Sergio, ironico e autoironico, misurato, per niente enfatico. A prima vista bonario, ma a leggere bene sempre leggermente corrosivo, come può esserlo una manciatina di sale (non di più).

I protagonisti sono diversi: in primo luogo c'è Sergio, l'autore, con le tre grandi passioni della sua vita (la musica, l'alpinismo, la corsa), ma ci sono anche i suoi compagni di avventura, i suoi amici. Ci sono i luoghi in cui le avventure sono state vissute: Foligno, il Sasso di Pale, i Sibillini, le Dolomiti, le Alpi Occidentali. C'è il ricordo delle persone che non ci sono più (Marco, Enrico, Matteo). C'è la narrazione di un particolare deragliamento dalla vita quotidiana, che però avviene in maniera composta e ordinata, con un accenno di sorriso sulle labbra, al di fuori degli orari di lavoro, e in totale assenza di sostanze alcoliche o stupefacenti. Come il racconto di due vite parallele, in due mondi che comunicano poco tra loro: da una parte la megafabbrica di mobili, con i suoi standard di qualità, i suoi orari, i suoi riti. Dall'altra le emozioni forti date della vita nei boschi e tra le montagne, o dal palcoscenico di un teatro, o anche solo dall'ascolto della musica. Da un lato una convivenza assolutamente beneducata con il contesto urbano e sociale, e dall'altra la vertigine della solitudine, più forte di quella per le altezze. Due punti di equilibrio instabile tra i quali oscillare all'infinito con un sorrisetto sule labbra.   

Sergio Brun
Sulla VIa Vagniluca, al Castello Sibillini
ar. Sergio Brun

Vi consiglio di leggerlo, per vedere come si possa essere completamente fuori dagli schemi, e pure ribelli, senza mai perdere le buone maniere, senza dire una parola di troppo e svolgendo scrupolosamente il proprio lavoro. Con una flemma e una calma che potrebbero sembrare distacco, ma sono solo dominio di sé. E ignorando completamente alcol e stupefacenti.

A proposito di parolacce: nel libro ne ho letta qualcuna. Ho scalato con Sergio per più di 10 anni, e non gliene ho mai sentito dire una, nemmeno nei momenti più topici, quando pare che la roccia abbia riassorbito le prese, e che gli appoggi si siano dileguati sotto i piedi. Giusto una specie di pernacchia. Quando ho letto le (poche) parolacce del libro ho pensato: "Dunque le pensa!". Fino a quel momento avevo ritenuto che fossero del tutto estranee al suo linguaggio. E invece no, perchè le ha tirate fuori nel libro. E chissà se ci sono altre cose di lui che non si riescono a vedere da fuori, e non stanno nemmeno nel libro.

Quello però che gli amici sanno, che c'è anche nel libro, e che vorrei che si ricordasse, visto che Sergio signorilmente glissa ogni volta che si tocca l'argomento, è che il nostro autore è stato tra i primi a diffondere l'alpinismo nell'Umbria, che ha aperto la prima via sportiva della regione, ha fondato il CAI di Foligno. Ha aperto decine e decine di monotiri, diverse vie lunghe sui Sibillini, ha richiodato la falesia di Pale, ha corso per circa 60000 Km, è sopravvissuto a due valanghe di fondo, non si è mai stancato di trasmettere agli altri le sue passioni, vuoi per la musica, o per l'alpinismo/arrampicata, o per la corsa. Da ultimo, dopo essere andato in pensione dal lavoro, ha pure fondato una palestra di arrampicata, dove fa l'istruttore. Sergio non si è mai tirato indietro davanti a nessuna novità, non ha mai disprezzato il moderno (anzi..).

È stato un pioniere anche nel 2014, quando, benché ancora usasse un veterocellulare con il tastierino numerico, e pur essendo un accanito lettore di libri, ha contribuito in maniera determinante a far partire la piattaforma digitale di ClimbAdvisor, senza mai farsi uscire di bocca frasi fatte del tipo "Ah ma i libri di carta sono un'altra cosa". Disse solo "Ma proprio non vedo chi potrebbe mai comprare una cosa del genere. Comunque è una robetta simpatica. Sei sicura che ci sia gente che compra queste cose?!? Proviamo...". E andò bene anche questo giocattolo. Insomma Sergio è anche una specie di catalizzatore: le cose alle quali partecipa di solito prendono piede e vanno avanti a lungo.

Il libro è stato stampato in edizione limitata, e tutte le copie appartengono all'autore, che ha deciso (a dispetto dei buoni consigli dell'editore) di non venderlo, ma piuttosto di regalarlo ai suoi amici, ai suoi concittadini, e a tutti quelli che ne faranno richiesta.

Sergio è disposto ad accettare solo contributi volontari, per ripagare le spese che ha sostenuto.

Se volete avere una delle (poche) copie stampate, scrivete a lui per chiedergliela: l'indirizzo di posta è milano1969@alice.it . Se lo conoscete direttamente potete telefonargli. Altrimenti scrivete a me su daidalea.edizioni@gmail.com e gli inoltrerò la vostra richiesta. 

Lo potete anche trovare al Guesia Hotel, in località Santa Lucia, 46 (vicino Pale) e da Carlone, al Rifugino del Pellegrino, a Pale.

Buona lettura a tutti!

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