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Sergio Soraci, considerazioni sui divieti di scalata

Il fenomeno della chiusura delle falesie, da parte degli enti locali o dei legittimi proprietari dei terreni, e il ruolo sociale che la proprietà deve avere, secondo la Costituzione Italiana. Volentieri pubblico qualche considerazione di Sergio Soraci, scalatore e chiodatore siciliano. 

Castelmola
Castelmola, in Sicilia, attualmente chiusa e schiodata
Sergio Soraci

"In Italia i divieti e le chiusure sono all'ordine del giorno, mi riferisco agli ambienti naturali e quelli utilizzati dall'uomo ed in seguito abbandonati.

Gli ambiti di agibilità per coloro che si recano a svolgere attività all'aperto diminuiscono e non mi riferisco alla pandemia globale, ma al preponderante e potente ruolo che in questo paese ha la proprietà privata. Chiaramente in questo mio scritto evidenzio gli spazi, i luoghi ormai infruttuosi ed abbandonati dai legittimi proprietari e il cui uso, comunque, è interdetto ai più per il semplice fatto che sono proprietà privata.

Eppure vi è un assunto legislativo che limita la proprietà come privata e basta, addirittura è la costituzione italiana che ha previsto un uso sociale della proprietà privata all'articolo 42 secondo comma. Sono spinto a sottolineare questo perché i casi di chiusura di terreni incolti ed infruttuosi dove ricadono falesie, sono sempre più numerosi.

Solo raramente vi sono ragionevoli accordi tra proprietari e climbers, tra demanio e praticanti, tra enti di varia natura e appassionati chiodatori ed arrampicatori. Escludendo i casi in cui i comportamenti nei suoli di arrampicata risultano inaccettabili, spesso l'arrampicatore fruisce di luoghi abbandonati o semi abbandonati dove vi sono pareti che si prestano ad essere chiodate.

Sovente, dopo anni di frequentazione, giunge l'avviso di chiusura della falesia, motivato o da questioni naturalistiche o dalla semplice espressione di affermazione del proprietario. Qualcuno inorridisce solo all'idea che si possa porre un limite al privato, ma la nostra legislazione post fascista ha posto dei confini al concetto del latifondo e dei più antichi feudi, ricorrendo all'uso sociale per svariati motivi; detto questo, sono realista e mi rendo conto che in questo paese la proprietà privata ha quasi il valore di inviolabilità assoluta."

Colle dell'Orso, Morgia Quadra
La Morgia Quadra, a Colle dell'Orso, falesia chiusa da un'ordinanza comunale
Carmela Malomo

"Sono testimone di ottimi accordi presi da associazioni di arrampicatori e proprietari, enti, amministrazioni pubbliche per il raggiungimento dell'obiettivo di aperture ragionate e permessi concordati, ma non in Italia bensì in Francia, Spagna e Stati Uniti. Mi sfuggono esempi locali, che ci saranno certamente, ma che vengono surclassati dalle numerose, ingiustificate, chiusure, che assieme ai molteplici divieti di natura diversa, rappresentano una facile scorciatoia per evitare di essere ragionevoli. Le ultime chiusure di falesie, da Castelmola in Sicilia, da Colle dell'Orso in Molise, sino ad alcune in provincia di Bergamo e di Trieste, ci dovrebbero sollecitare a riflettere sulle possibili soluzioni da adottare per evitare la desertificazione del verticale."

 

Testo di Sergio Soraci

 

Commenti

Anonimo (non verificato)

Ottime le tue considerazioni Sergio, ma da noi credo che gli accordi possibili con i proprietari dei terreni possano essere solo di natura economica. Che si tengano pulite, vaorizzate e con tanta gente che trascorre giornate allegre ad arrampicare, intere aree belle panoramiche ma abbandonate completamente da anni, be' ai loro proprietari non gliene importa molto. Ma se ci fosse un compenso economico...forse ci ripenserebbero. Non so, forse .
Una specie di affitto che si crea con conttibuti volontari. Così sarebbero più motivati a lasciarci fare. Spero tanto che Castelmola possa rinascere, riavere tutto quello che avete costruito. È un posto magnifico!

Lun, 11/09/2020 - 20:19

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