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Correzioni di chiodatura, e di inestetismi

I ripensamenti sulla chiodatura di una via portano degli inconvenienti estetici. O due protezioni fastidiosamente vicine, brutte da vedere e che a volte disorientano gli inesperti. Oppure un chiodo che sporge dalla roccia, senza piastrina. 

Correzioni di chiodatura, e inestetismi
Fig. 1) Nuovo buco
Fig. 2) Nuovo fix
Fig. 3) Vecchio buco
Fig. 4) Vecchio buco otturato
Sergio Brun

Errare è umano. Correggere i propri errori è... quasi divino.

In parete non si scherza, sia che parliamo di falesia da 20 metri o di una torre dolomitica da 400.

in falesia ho sempre privilegiato la sicurezza, specialmente qui a Pale, dove la frequenza è altissima.

L'avventura, il chiodo ballerino, la sosta vacillante sono tutti elementi da cercare altrove, ad esempio sulle pareti alpine, dove sai che il pericolo c'è e lo ponderi e decidi liberamente di affrontarlo.

La falesia invece è un gioco, uno sport.  

A Pale vedo tanta gente che viene per la prima volta, e non sai chi è, vedo i soliti aficionados dall'8a, i corsi di roccia, le scolaresche: un mondo di facce nuove che si cimentano cone le lucide e rassicuranti farfalline metalliche.

Però, quando vedo ragazzini allungarsi come serpi per agganciare il rinvio, oppure vedo un tassello basso all'altezza degli occhi di uno scalatore su un terrazzino, mi viene subito voglia di spostare le protezioni. Di alzarle di mezzo metro, di abbassarle di 30 cm. Insomma qualche protezione da migliorare alzandola o abbassandola la trovo sempre.

Allora un trapano a batteria (fatalmente cinese), martello, tassello ad espansione e chiave da 17 fanno la differenza. Se poi ci metti un po' di voglia di fare e un amico che ti tiene sospeso una mezz'oretta con il Gri-Gri, riesci a fare qualche miglioramento.

Sergio Brun su Vai Lupo
Su Vai Lupo
Carmela Malomo

Nel 2010 terminai la richiodatura di tutta la falesia.

Allora l'imperativo era "terminare il lavoro". Però c'è ancora da migliorare.

È così che, dopo tanti anni, decido di abbassare la terza protezione sulla storica Vai Lupo, e inserirne una in più nello spazio che si crea tra la protezione abbassata e quella successiva.

Decido di farlo perchè Vai Lupo è una delle vie più facili della falesia, percorsa da tanti ragazzini ancora più bassi di un metro e mezzo. Non che il volo dal punto che avevo previsto per il moschettonaggio sia particolarmente pericoloso (la Vai Lupo strapiomba un po'). Però è lunghetto. 

Dopo avere deciso la posizione ottimale, prima do una martellatina per sentire come risuona, e poi faccio un bel foro con il trapano. Il foro lo faccio profondo 2-5 millimetri in più della lubghezza totale del tassello. Poi assemblo perno, piastrina rondella e dado, posiziono il dado in modo che fuoriesca 2-3 millimetri dal perno, martello il tutto nel foro, e poi serro bene con la chiave da 17.    

Sergio Brun
Una stretta alle piastrine della sosta
Carmela Malomo

Però poi rimane in parete il vecchio ancoraggio. Non è bello lasciarlo lì.

Se si ha a che fare con un chiodo ad espansione, dado e piastrina si svitano. Ma il perno rimane dentro la roccia. Estrarlo non è proprio impossibile, ma è veramente rognoso, e non senza danni estetici.

Perciò lo martello decisamente nel suo foro fino a che non sarà tutto affogato nella roccia (ecco perchè conviene forare un po' più profondamente della lunghezza del tassello). Poi nascondo il foro con dentro il perno con uno stucco metallico che si trova in ferramenta. Si tratta di un cilindretto in pasta bicolore. Ne taglio una fettina, con un po' di pazienza impasto i due componenti con le dita per un paio di minuti, fino a che non la fettina non diventa un pallina del colore grigio della roccia. Poi spalmo la pallina di pasta grigia dentro e attorno al foro, fino ad ottenere una toppa grigia ben mimetizzata sulla roccia, che dopo qualche giorno sarà invisibile anche al più purista dei climbers.

Commenti

GFB (non verificato)

Same technique here. I use bi-component epoxy putty (like dough). I use acrilic colours mixing them with the dough to match the several different rock colours

Lun, 06/03/2019 - 07:56
GFB (non verificato)

Hi Sergio,
Same technique here. I use bi-component epoxy putty (like dough). Additionally I use acrilic colours mixing them with the dough to match the several different rock colours

Lun, 06/03/2019 - 08:01
sergio.brun

Hi GFB

your technique is fine for colored rock. Where are you from?

Lun, 06/03/2019 - 09:04

In risposta a di GFB (non verificato)

gianni (non verificato)

Caro Sergio sono perle i tuoi consigli
complimenti un caro saluto
Gianni

Lun, 06/03/2019 - 10:02
sergio.brun

Grazie Gianni!

Lun, 06/03/2019 - 10:33

In risposta a di gianni (non verificato)

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