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Isola delle Correnti

L’Isola delle Correnti: non solo una spiaggia ma un’intera (piccola) isola, che si può raggiungere a nuoto, o anche a piedi stando immersi in acqua al massimo fino alla vita.

Parte 6 / 7
Isola delle Correnti
Per arrivare all'Isola delle Correnti
Andrea dell'Agnese

Qui è dove la Sicilia finisce. Dove lo Jonio e il Mediterraneo si toccano, si sfiorano con un bacio liquido e contemporaneamente si allontanano con le onde in direzione diverse. Un continuo rincorrersi senza mai mischiarsi, come un’antica e tormentata storia di amore non corrisposto. Ed hanno il loro caratteri i due mari:  a seconda dei venti, quando è calmo uno, è agitato l’altro, e viceversa.

Per noi ragazzini era la spiaggia dei cavalloni, con cui ci divertivamo a giocare, tra tuffi, panciate, e ruzzoloni.

Da adulta, è la mia spiaggia del tramonto: amo vedere finire il giorno là dove finisce anche la terra. Sì, perché poco di fronte la costa, l’“Isola delle Correnti”  collegata alla spiaggia da un braccio artificiale perennemente distrutto dal mare, con la bassa marea si trasforma in una penisola raggiungibile praticamente a piedi e segna il punto più a sud della Sicilia (esclusi gli arcipelaghi) . Con una latitudine più meridionale di Tunisi ti sembra di bussare alle porte dell’Africa.

Sull’isola si può arrivare abbastanza agevolmente a nuoto o a piedi, bagnandosi più o meno fino alla vita e stando attenti al fondale scoglioso. Ci si trova in un regno selvaggio e in abbandono, la memoria di un tempo perduto che non ritornerà più: un presidio militare ormai in disuso e il vecchio faro con la casa del guardiano e della sua famiglia, ormai in rovina e in preda al degrado di chi preferisce imbrattare la storia, piuttosto che ammirarla.

Nonostante questo i 10000 metri quadri dell’isola mantengono un sapore selvatico e brullo di macchia mediterranea e di preziosi relitti di vegetazione psammofila ora protetta.

Fenicotteri all'Isola delle Correnti
Fenicotteri nei pantani effimeri
Margherita Montoneri

A Marzamemi il sole tramonta verso terra, mentre qui si immerge completamente nel mare con la luce che schizza i suoi colori sulla tela dell’acqua, e io sono sempre stata convinta che da qua si possa vedere anche il raggio verde di Rohmer, struggente eppure pieno della speranza di un nuovo giorno.

Al ritorno passando per i pantani effimeri ai lati della strada non è raro incontrare gruppi di fenicotteri per nulla disturbarti dal nostro passaggio, si attraversa poi Portopalo, un bianco paesino di qualche migliaio di anime che vanta il primato di essere il comune più meridionale d’Italia.  Anche Portopalo fiorì intorno alla sua importante tonnara, ora purtroppo non visitabile (ma che merita comunque una sosta e una sbirciatina tra le sbarre, la grande fornace, i magazzini e persino i resti di una chiesa del XVI sec. Impreziosiscono questo importante monumento di archeologia industriale, per nulla valorizzato come meriterebbe).

Accanto appare inaspettato un castello fiabesco, una nota insolita nel paesaggio siciliano: si tratta del Castello Tafuri, voluto dal Marchese di Belmonte nei primi decenni del 1900, e costruito in pieno stile liberty con materiale proveniente dall’Isola delle Correnti. Ora albergo di lusso, la residenza con la sua torre merlata ha però vissuto un periodo di abbandono e saccheggio che lo ha spogliato dei fastosi arredi interni memorie di una sala da ballo, di cerimonie e matrimoni degli anni ’50.

 

Isola delle Correnti
1) Il Faro dell'isola delle correnti
2) Grotta di Calafarina
3) Tonnara di Pportopalo
Andrea dell'Agnese

La strada che riporta a Marzamemi con le sue curve a picco sul mare e i suoi scorci sull’Isola di Capopassero e il suo Forte,  è talmente panoramica da essere stata scelta anche per una puntata di Montalbano (come scena di un delitto ma tant’è…) . Consiglio di farla, anche perché, ad un certo punto, su una spiaggia poco frequentata si apre quel poco che resta della Grotta di Calafarina. Non so se sia ancora raggiungibile o se l’abbiano recintata ma vale la pena accennarne perché questa grotta porta con sé, oltre a storie di degrado e rovina, anche moltissime leggende (di tesori nascosti da vedove di condottieri sconfitti dai Normanni o da bellissime principesse arabe). Ora, l’oro di Calafarina è ancora celato nelle viscere della terra, protetto dalle anime dei soldati o da misteriose creature marine, ma i suoi veri tesori sono stati quelli archeologici riportati alla luce nientemeno che da Paolo Orsi agli inizi del Novecento, reperti che permisero di stabilire che la grotta fu frequentata sin dall’età del bronzo. Altre grotte si trovano nei dintorni, spesso semidistrutte, mentre alcune invece potrebbero ancora non essere state scoperte, così i pochi km che separano Portopalo da Marzamemi diventano un viaggio tra meraviglie naturali e misteri persi nella storia più antica dell’uomo.

Immagine rimossa.
1) L'Isola delle Correnti, Ph. Margherita Montoneri 2) Castello di Tafuri, Ph. Mario Montoneri, anni '70 3) Tramonto dall'isola delle Correnti, Ph. Margherita Montoneri

 

Parte 6 / 7

L'Isola delle Correnti è un presidio militare ormai in disuso, con un vecchio faro e una bellissima spiaggia.

Si trova nel punto più a Sud della Sicilia, e si raggiunge in auto da Pachino o da Portopalo di Capopassero.

Da entrambe queste località, prendere la SP8, e poi svoltare verso l'estrema punta a Sud della Sicilia, prendendo la strada Cuffara e percorrendola fino alla fine.

Arrivati alla spiaggia, proseguire a piedi o a nuoto verso l'isola ben visibile: l'acqua è molto bassa e arriva al più fino alla vita.

36.645554, 15.077619

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